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EUROPA, EDEN PER GLI INVESTIMENTI MAFIOSI


Basso profilo, invisibilità penetrazione silenziosa di fette di mercato fino ad acquisirne il controllo. Le mafie fuori dai confini italiani mostrano il "volto pulito". Fanno affari non ammazzano, corrompono e comprano, fino ad intaccare il sistema del libero mercato. E' questo il rischio più grande dell'infiltrazione economica del crimine organizzato di stampo mafioso, come emerge dalla fotografia del fenomeno in Europa fornita da Europol.

L'impresa mafiosa si alimenta di denaro sporco e può contare su una liquidità infinita: sono i proventi dei traffici illeciti, stimati dall'Agenzia Onu UNODOC in 116 miliardi di euro l'anno, evasione fiscale esclusa. Una montagna di soldi frutto del traffico di cocaina, di armi o di rifiuti. Paradisi fiscali, banche dalla titolarità difficile da accertare, prodotti finanziari che consentano l'anonimato, professionisti compiacenti sono i passaggi utili a trasformare questo denaro sporco, in investimenti "puliti" e i criminali in imprenditori.

L'impresa mafiosa può permettersi di lavorare in perdita e Il dumping sui prezzi è il modo per imporsi sul mercato locale, il secondo passo dell'infiltrazione è l'acquisto di quote di imprese in difficoltà per poi acquisirne il controllo. Secondo quanto stimato dalla Commissione europea Antimafia nel suo rapporto finale, la distorsione del mercato causato dal business mafioso costa ogni anno alle imprese dei Paesi membri dell'Unione europea 670 miliardi di euro.

Mafia, Camorra, 'Ndrangheta fanno i regolamenti di conti in Italia ma investono in silenzio in Europa. La 'Ndrangheta ad esempio, considerata oggi la vera multinazionale del crimine con ramificazioni in ogni continente, ha stretto accordi con i principali cartelli della droga colombiani e messicani. Secondo gli inquirenti italiani controlla il ricchissimo traffico della cocaina in Europa ed è considerata uno dei più potenti gruppi criminali a livello mondiale. In Italia e fuori attua una strategia di "colonizzazione" del territorio, dove arriva mette radici per espandere i propri affari: in Europa è presente in Francia, Germania, Spagna, Portogallo, Paesi Bassi e Paesi dell'Est. Fuori dell'Unione europea in Svizzera, Canada, Stati Uniti, Colombia, Australia (FONTE EUROPOL e DIA).

A fronte di questa capacità di espansione l'Europa sconta un grave ritardo. Dopo l'ultima maxi-operazione contro la 'Ndrangheta, che questo marzo ha permesso di catturare 44 narcotrafficanti in 9 Paesi tra Sud America ed Europa, il procuratore aggiunto di Reggio Calabria Nicola Gratteri che ha condotto l'operazione, ha denunciato: "Ho trovato maggiore collaborazione e facilità con le polizie sudamericane e con le magistrature sudamericane che non del nord Europa, dove ho grandi difficoltà poiché ci sono sistemi giudiziari diversi che non consentono cose banali per noi in Italia, come il ritardato arresto e il ritardato sequestro. In Europa continuano a sostenere che la mafia non esiste - ha concluso Gratteri - perché continuano a pensare che se non c'e' il morto a terra, lì è la valle dell'Eden".